Gamze Arayan - Concorso Lagunando

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Gamze Arayan

DI VERSI VERDI > ISTANBUL
Sono nata a Istanbul nel 1995 dove vivo con la mia famiglia.
Studio lingua e letteratura Italiana all’università di Istanbul.
Mi piace molto scrivere e leggere libri.
Gioco a tennis nel mio tempo libero.
Quando mi sarò laureata, vorrei diventare interprete.
“Di versi verdi”
Sezione speciale per narrativa inedita
ispirata al problema ambientale globale

Opera:
Il sole scalda tutti





Molto lontano, in un piccolo pianeta chiamato Monya, vivevano insieme tutti i popoli della terra. Il popolo dell’ “acqua” i cui abitanti  avevano la pelle trasparente e gli occhi azzurri, qui tutti si aiutavano ed andavano d’accordo, e  il popolo dell’ “albero” i cui abitanti avevano i capelli verdi e la pelle scura. Da quando esiste questo terra, il pianeta Monya era stato il loro nido.  Mentre i secoli passavano, il popolo dell’acqua viveva separato e si riproduceva autonomamente,  proprio come succedeva al popolo dell’albero. Il popolo dell’acqua  occupava più della metà del pianeta Monya,  era il primogenito  perciò i suoi abitanti erano chiamati  i “Vivificatori”, mentre gli abitanti del popolo dell’albero, che era il secondogenito, erano chiamati i “Respiratori” perché fornivano l’aria richiesta anche ai popoli nati successivamente. İ “Vivificatori” erano la fonte della vita a Monya; le fondamenta di quelle acque vaste e di quelle montagne lussureggianti ... erano i popoli più antichi che abitavano il pianeta. “Il trasmettitore di luce” fratello di Monya che brillava con tutta la sua lucentezza sul pianeta, riscaldava ed illuminava tutta Monya; era splendente e trasmetteva il suo calore a tutti i popoli. Aveva fatto la solenne promessa  che avrebbe protetto Monya, finchè avesse vissuto. Monya era la madre dei “Vivificatori” e dei “Respiratori”, la chiamavano la “Madre Terra”. Con il passar del tempo, il “Trasmettitore di Luce” incominciò a voler bene anche ai figli di Monya e incominciò  a brillare anche sopra di loro. Il “Trasmettitore di Luce”, per un certo tempo, incominciò a  riscaldare e illuminare Monya, quando era occupato ed aveva altre cose da fare e non riusciva a guardare Monya chiedeva al “luminoso” di prendersi cura del piccolo pianeta e di brillare nel buio sul popolo dell’ “acqua”. Questo periodo di oscurità si chiamava “la notte”.
Mentre passavano i secoli, si formarono nel frattempo  molte nuove presenze: le nuvole, le stelle in cielo; le rocce, le rive; sulla terra gli animali incominciarono a nascere e a riprodursi. Questa moltitudine di elementi  che si espandeva sempre più, non faceva preoccupare gli altri popoli, al contrario li rendeva felici finchè ... non arrivarono gli uomini.  Si chiamavano così. L’uomo era una creatura che aveva due braccia, due gambe e due orecchie. Nonostante la bellezza dei loro corpi, i loro comportamenti erano brutti e cattivi.  Gli uomini erano apparsi improvvisamente, nessuno sapeva da dove e perchè fossero arrivati a Monya. Sapevano parlare ma parlavano solo del male. Nessuno si avvicinava a loro perchè non sembravano socievoli. Facevano solo del male agli altri.
All’inizio sembrava che conducessero la loro vita in piena autonomia, ma quando finirono il cibo, incominciarono a prendere il cibo degli altri popoli con la forza e la violenza. Nonostante i Respiratori davano l’aria a tutti senza chiedere niente in cambio, gli uomini chiedevano sempre di più ai Respiratori. Avevano distrutto gli spiriti dei popoli delle rocce intagliandole e avevano costruito i loro santuari che avevano chiamavano “casa” e si erano insediati in questi santuari. Tutti erano preoccupati. La paura e la crudeltà dominavano in Monya, il pianeta che fino ad allora era stata un luogo tranquillo e pacifico. I Vivificatori e i Respiratori incominciarono a diminuire in fretta, inoltre i popoli degli uomini incominciarono a  sterminare gli altri popoli. Monya, comunque, vedeva gli uomini come i suoi figli e non voleva ferirli. Il trasmettitore di luce chiamato “il sole’” brillava su tutti gli uomini e riscaldava i loro corpi. Sostenendo che non potevano avere luce a sufficienza e godere del calore del sole a causa delle ombre dei Respiratori, li hanno tagliati. Non volevano condividere il sole con nessuno. Il luminoso brillava solo sui Vivificatori e non illuminava le case degli uomini. Si riproducevano sempre più e incominciarono a danneggiare il piccolo pianeta. Le generazioni si susseguivano sempre più velocemente e ogni nuova generazione diventava sempre più crudele. Usavano le acque dei Vivificatori senza permesso e le sprecavano, uccidevano gli spiriti dei Respiratori tagliandoli e costruivano per se stessi case sempre più grandi. Uccidendo la vità intorno a loro, rendevano più ricca solo la loro vita.
Monya guardava con grande tristezza tutto quello che accadeva, si arrabbiava ma non poteva mandarli via perchè gli voleva bene. Il luminoso continuava a illuminare il pianeta ma manteneva le distanze con gli uomini. Per questo motivo gli uomini facevano le cose che dovevano fare nel periodo di tempo chiamato mattino quando il trasmettitore di luce guardava  Monya. I Vivificatori erano arrabbiati e nel contempo dispiaciuti verso gli uomini per il loro comportamento, nonostante tutto i Vivificatori pensavano che loro fossero i fratelli di tutte le creature in Monya. Pensavano che la causa del loro atteggiamento scorretto provenisse dal non conoscere e non avere mai appreso come ci si dovesse comportare e trattare gli altri e pensavano che gli uomini soffrissero di solitudine. Nonostante fossero cattivi, i Vivificatori provavano pena verso il popolo degli uomini perchè erano esseri tristi . Quando gli uomini, che ormai non avevavano più paura del luminoso, andavano sulla costa di notte, ascoltavano le canzoni che i Vivificatori cantavano per loro. Queste voci che gli uomini chiamavano le “onde” raccontavano, cantando un’antica canzone, la pace perduta. Gli uomini nonostante avessero ascoltato le onde, hanno  però continuato nella loro opera di distruzione. Gli altri popoli che non sopportavano più il comportamento degli uomini, decisero di parlargli.  Eretra che era la primogenita dei Vivificatori andò da Kieno che era il capo degli uomini. Kieno aveva un viso giovane era, quindi, per la sua giovane età inesperto, aveva poca esperienza. Quando vide “Eretra” che era l’acqua pura,  e che per la trasparenza del suo volto non dimostrava la sua età e la sua saggezza, kieno pensò che Eretra avesse la sua stessa età. Kieno con arroganza le voltò le spalle e le disse:
- Chi sei? Cosa vuoi?
- Io sono Eretra, sono la primogenita dei Vivificatori. Sono venuta qui per ricordarti che voi uomini non siete  il solo popolo a vivere sulla Madre Terra.
Kieno tornò da Eretra e sorrise furtivamente:
- Sei venuta qui a dire una cosa che non mi interessa. Quindi sei venuta invano.
- Sono venuta qui per negoziare a nome di tutti i popoli. Dovete smettere di perseguitare gli altri popoli, altrimenti… prima di finire la frase Eretra fu interrotta da Kieno:
- Altrimenti, cosa fate acqua primogenita!? Pensate che possiate danneggiarci?  Pronunciate queste parole, scoppiò in una  risata. Avvicinò la sua faccia a quella di  Eretra e le disse minacciosamente:
- Non siete così forti. Se non volete che vi distruggiamo completamente, non osate più  farci queste richieste! Non dimenticate che governiamo noi questo pianeta e tutti in questo pianeta sono nostri servi!
Eretra comprese in quel momento che era inutile parlare con questo popolo. Era inutile aspettarsi la pietà da un meccanismo creato per distruggere. Ma decise di andar via senza dire niente di  cattivo perchè la sua esistenza aveva una dignità. Mentre Eretra camminava verso la porta, Kieno smise di sorridere e, con sua grande sorpresa, la  chiamò:
- Ma come? Tutto qua? Vai via? Dimmi perchè venite e volete che vi si dia conto delle cose che abbiamo fatto, mentre l’unica cosa che potete fare è parlare? Lo sai  ... non potete minacciarci. Comunque sono deluso perchè pensavo che foste più forti!
Eretra tornò a Kieno con gli occhi pieni di tristezza:
- Non sono venuta qui per minacciarvi figlio mio, ho voluto solo avvisarvi di cosa vi capiterà se ci distruggerete. Se noi scompariremo anche per voi questo sarà un danno. Hai mai pensato e riflettuto sui nostri nomi?: Vivificatori, Respiratori. Noi siamo coloro che vi danno la vità e vi forniscono l’aria. E noi non siamo i vostri nemici, vogliamo solo aiutarvi, dicendo queste parole accarezzò  la guancia di Kieno:
- Dimmi, figlio mio, qual è la sofferenza che vi porta a rovinare e distruggere l’ambiente circostante? Qual è la causa della vostra solitudine? Siamo qui per aiutarvi. Siamo qui affinchè voi troviate la pace guardandoci. Siamo qui perchè vogliamo che mangiate e beviate senza sprecare. Sì, siamo qui per voi ma non siamo qui affinchè ci distruggiate. Perchè volete condividere il vostro dolore uccidendoci invece di parlare? Che esistenza è questa? Per favore… Noi ancora vogliamo portare la luce, la vità e l’aria. Dobbiamo esistere per far esistere… Kieno guardò disperatamente il suo popolo che intorno a lui lo guardava sbigottito. Gli esseri umani guardavano Eretra con curiosità. Kieno che non si era accorto fino a quel momento che Eretra era stata il suo antico e segreto confidente, guardò negli occhi Eretra con un emozione indescrivibile e scoprì che in quegli occhi c’erano i segreti nascosti da secoli. Comprese  che anche i suoi segreti erano in quegli occhi e che i più grandi confidenti degli uomini erano i Vivificatori e i Respiratori che gli uomini chiamano acqua e albero. Gli esseri umani gli avevano raccontato per secoli i loro risentimenti, i loro rimorsi, le loro tristezze senza realizzare che i popoli delle acque e degli alberi, che oggi gli uomini cercavano di distruggere ... i boschi, le montagne, la costa,  erano i luoghi in cui erano andati di nascosto durante tutta la loro esistenza. L’acqua e gli alberi avevano sempre ascoltato i loro lamenti le loro sofferenze e il vento e le onde avevano alleviato i loro dolori con i loro sussurri. Loro sono coloro che nei secoli avevano mantenuto i loro segreti e gli avevano fornito eterna pace e tranquillità. Kieno sorrise ma dopo smise di pensare a questa idea ricordando che anche lui apparteneva al popolo degli uomini e disse a Eretra:
- Allora, ci vediamo qui di nuovo stasera. Porta con te i rappresentanti degli altri popoli e facciamo un accordo. Ma voglio avvisarti Eretra, non c’e un motivo dietro il desiderio di distruzione degli esseri umani. Questa situazione non è determinata dalla tristezza verso qualcosa, questo comportamento nasce dall’ avidità di voler possedere tutto. Noi ci massacriamo anche a vicenda quando vogliamo di più, aggiunse cercando di non rivelare il suo orrore. Dopo che Eretra era andata via, nel pomeriggio Kieno andò al lago chiamato “acqua grande” che si trovava sul retro della sua casa. Questa è la casa di Eretra, quest’ acqua è Eretra, adesso capisco è proprio lei. Da piccolo Kieno quando faceva qualcosa di cattivo o era dispiaciuto per qualcosa, veniva qui e raccontava al lago quello che era successo. Gli era piaciuto sempre “acqua grande” ed adesso aveva scoperto che “acqua grande” era Eretra, la famiglia di Eretra è la sua casa. Si avvicinò al lago e, mentre l’acqua gli stava per bagnare  i piedi, prese improvvisamente forma e Eretra apparve di fronte a lui. Kieno rimase senza parole e senza fiato e mentre incominciò a ridere con gioia riprese a respirare. Guardò Eretra con gli occhi pieni d’amore:
- Sapevo che eri tu. L’ho capito appena sei entrata nella mia casa. Sei tu “acqua grande” la mia amica d’infanzia e il mio antico confidente, disse. Dopo aver aspettato qualche minuto proseguì dicendo:
- Mi voglio scusare, Eretra. Puoi perdonarmi? Eretra non sembrava sorpresa. Ha soltanto annuito accettando le sue scuse  e incominciò a sorridere. Pensava che Kieno fosse ancora il suo piccolo amico. Cominciò a parlare e aprendo le sue labbra trasparenti, disse:
- Caro bambino mio, ho gioito perchè ti sei ricordato di me. Da quando gli esseri umani sono apparsi su Monya,  sono venuti da me e mi hanno raccontato i loro problemi e io li ho sempre consolati. Ma quando i problemi sono finiti gli uomini ci hanno dimenticato e hanno incominciato a sfruttarci e a distruggerci. Nessuno di loro è mai più tornato per parlarci. Sono tornati solo per consumare e sporcare le nostre acque. Hanno pensato che io non potessi piangere perchè sono acqua ma io ho versato lo stesso le mie lacrime. Comunque li ho perdonati, li abbiamo perdonati. Kieno guardava Eretra e aveva gli occhi pieni di lacrime. Riuscì solo a sussurrare con la sua bocca queste parole:
- Mi scuso anche per loro.
- Oh, no mio bambino, non scusarti per qualcun altro. Tu sei perdonato. Quindi non c’è bisogno che tu ti dispiaccia.
- Ma come? Come sono perdonato? Mi avete perdonato grazie, o è solo una scusa?
- Da piccolo mentre gli uomini della tua razza ci distruggevano, tu venivi qui e piangevi. A quel tempo tu eri  innocente. Lo so che gli errori che hai commesso da grande erano per sentirti uno di loro e quello che facevi lo facevi solo  per non sentirti disprezzato ed escluso. Ma vi perdoniamo perchè noi non commettiamo errori. Fare errori è una cosa tipica degli uomini e chi chiede di essere perdonato riceverà il nostro perdono. Kieno incominciò a  singhiozzare. Eretra gli si avvicinò e incominciò ad accarezzare la sua testa. Appena indietreggiò, il lago riacquistò la sua forma originaria. Dopo aver asciugato le sue lacrime Kieno si avvicinò all’acqua. Cercò di accarezzare l’acqua e iniziò a piangere di nuovo e le lacrime caddero nel lago. Quel momento è stato un momento d’illuminazione per lui. Perchè queste lacrime che da secoli venivano versate, era Eretra stessa, e queste lacrime si sono fuse di nuovo con Eretra e sono diventate un tutt’uno. Kieno capì allora che l’essere umano e la natura sono una cosa unica. Senza la natura, non potrebbe esistere l’essere umano. Poi tornò dal popolo degli uomini. Chiamò tutti e tenne un discorso. “Dovremmo accettare tutte le condizioni dei popoli della natura e  fare un accordo con loro” disse Kieno. Tutti, tranne i bambini,gli  lanciarono occhiatacce e scrollarono la testa in segno di dissenso. Kieno comprese che gli uomini si aspettavano una spiegazione e sverlò a tutti  i loro segreti che ognuno nascondeva all’altro:
- Se erano così inutili, allora perchè siete andati da loro e vi aspettavate la loro consolazione? loro vi hanno sempre consolato! Perchè vi hanno sempre rassicurato mentre stavate male? Ho capito siete ingrati. Ma finchè vivo, non vi lascerò distruggere la natura ... così Kieno tornò a casa sua pieno di rabbia. Alcuni uomini si sono sentiti tristi dopo che Kieno era andato via. C’erano anche  persone che erano arrabbiate con lui ma dovevano fare quello che Kieno gli aveva chiesto perchè lui era il loro capo.
Quella sera, Eretra ritornò con “Duno” che era uno dei Respiratori più antichi e un orso chiamato “Rodrez” rappresentante di tutti gli animali. Tutti sembravano nervosi tranne Kieno e Eretra. Kieno cominciò a parlare:
- Benvenuti popoli della natura. In base al nostro accordo siamo pronti ad ascoltare ciò che avete da dirci. Dopo di lui, Eretra iniziò a parlare:
- Grazie per il caloroso benvenuto. Le nostre condizioni sono queste “dovreste smettere di distruggerci e bruciare i boschi. Non dovreste usare inutilmente i Vivificatori e non dovreste uccidere gli animali per il vostro piacere. Non ci torturate più per favore e non dimenticate che c’è abbastanza cibo e aria per tutti. Non massacrate i “Respiratori” perchè provate invidia verso di  loro, il trasmettitore di luce che voi chiamate sole riscalda e riscalderà sempre  tutti voi.
Gli uomini li ascoltarono e gli diedero ragione.  Kieno confermò l’accordo. Tutti i popoli hanno vissuto in pace per secoli senza devastare la natura. Questo processo è durato fino a quando gli spiriti di Kieno e i suoi figli sono migrati in questo pianeta. Poi, gli uomini hanno incominciato a massacrare, a distruggere  e a sprecare quello che di più prezioso gli era stato offerto. Monya comprese che le idee degli uomini non erano trasmesse agli altri dopo la loro  morte. Eretra e Duno cercavano disperatamente di sopravvivere, ma erano sempre più in difficoltà e diminuivano giorno dopo giorno. Comunque c’era la speranza perchè non erano solo gli uomini cattivi a nascere, anche gli spiriti buoni e sensibili giungevano sul pianeta. Gi esseri umani hanno fatto si che la natura scomparisse ma la natura non ha rinunciato agli uomini. Continuavano ad offrire agli esseri umani  la vita e  l’aria nonostante queste creature continuassero a  devastarle.

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