Gherardo Pozzi - Concorso Lagunando

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Gherardo Pozzi

Nasce nel 1976 a Firenze.
Ha pubblicato per Aletti Editore le raccolte di poesie “Ali Danzanti”,
“All’improvviso una sera d’estate”, “Aspettando un sogno”.
Per Edizioni Creativa la silloge “Rintocchi d’estate”.
Per Albatros la raccolta poetica “Rientrando a casa”.
Per Pagine “Silenzi ed Amori senza tempo”.
LA PAGINA É BIANCA

La pagina e’ bianca
Il libro che sto leggendo si e’ chiuso
come d’incanto nel cuore della notte
a ricordarmi che la giornata stanca ha sonno
Chi lo avra’ chiuso?
Sento netto un soffio provenire dal terrazzo
E’ primavera - fuori un’aria soffice
cerca di raggiungermi - d’un lampo
Apro il libro - la pagina e’ bianca
Decido di scrivere una frase d’impatto
come uscita fuori dalla mia anima
Le campane suonano - il rintocco dell’ora
Dove mi trovo?
Sento un dolore aspro - gli occhi sono lucidi
scuotere la mente annebbiata dal caldo
lucida nei suoi voli senza sosta - senza meta?
La mia mente forse mi inganna - ascolto
Giro la pagina e riprende il racconto
da dove lo avevo lasciato – per un attimo
prima che fossi interrotto dal tuo bacio
Il tuo bacio?
Sapore di gelsomino mi pare di sfiorare
E’ ancora presto - giugno e’ lontano
Ma il tempo credo viaggi veloce
E un dolce soffio vissuto a ritroso
naviga in senso contrario al tempo
ponendosi in un passato attuale - presente
Mi sono addormentato con il libro aperto
La luce soffusa nell’ombra della porta
Il gattone e le sue fusa a coccolare il sogno
 VORREI ESSERE IL FRAMMENTO ULTIMO

Vorrei essere il frammento ultimo
del mosaico del tuo sorridente volto
di un Amore senza limiti senza pace
Guardo fuori nel giardino d’estate
Una gattina rossa mi osserva
La conosco bussa sempre alla mia porta
E’ piccola bella assonnata
Credo mi mandi un bacio
Lo spero lo desidero
Le apro la prendo in collo
baciandole senza sosta la groppa
Chiudo la finestra mi rimetto a sognare
Sono solo forse no
Le orme delle sue dolci zampe
sul mio cuore afflitto sconfitto
 OCCHI SVELATI

Amore dove sei?
Ti ho cercato questa notte
sul cielo stellato d’agosto
I tetti sopra di me erano scivolosi
e tu sembravi cadere ad ogni passo
La sorgente era limpida ancora gelata
Ho bevuto un sorso di Vita
Ho ascoltato il vento del mare
danzare senza sosta fino al mattino
baciare i rami del bosco incantato
D’un tratto hai aperto gli occhi
e la luce ha inondato di bene
il mio animo ancora assonnato
Se il cielo potesse avere una cornice
tu credo potresti essere all’infinito
lo specchio del mio desiderio
Il profumo dell’aria
Il silenzio dell’aria
L’Amore dell’aria
che respiro nella solitudine
di una stanza divenuta casa mia
Ed e’ estate
Infanzia assolata
Dolore appena nato

Dove sei?
 VORREI DIRTI ASPETTA

Vorrei dirti aspetta - profumo di bellezza
Vorrei aspettarti in fondo alla strada - io seduto
Mentre la piazza si anima di vite appena nate
Vorrei certo dirti aspetta - profumo di purezza
Angelo che dormi sulla spiaggia
cullato dal vento d’un settembre lontano
Vorrei dirti aspetta - profumo di dolore
Ma non lo diro’ - non posso
Il cielo piange con me - simbiosi
di anime in lotta col tempo che passa
lento nel cuore squarciato dall’attesa
 ROSSO É IL MATTINO

Anche oggi il giorno si è colorato di rosso
Non c’è alba che non diventi subito ombra
La mia forse ma non solo credo
Apro le finestre per cercare nel cielo
la risposta che sia di quiete
al mio tormento del mattino perso
Il mio tormento dolce
A volte non lo sento
Mi prende un istante all’improvviso
Ascolto la lacrime scendere sul viso
di un bambino divenuto senza volerlo
la figura che mi opprime senza saperlo
durante l’arco del quotidiano scorrere
Il tempo che faticoso alleato
scorre veloce senza riuscire a raccontarmi
le sue infinite indefinite età
Il tempo che mi abbraccia seducente
Io che seduco la mia anima
facendole credere che ci sia uno spiraglio
Non credo ci sia
Il giorno nasce colorato di rosso
Le ferite non si possono rimarginare
Senza volerlo ho sorriso ad una pianta
che sembrava chiedermi un bacio
Mi sono chiesto se fosse il caso
di farla entrare in casa
dandole tutto l’amore
che non posso darmi
Che pensieri
Che amarezza alla fine delle ore
Ascolto il profumo della terra
Mi alzo contando le stelle
Nessuna liberta’ mi e’ concessa
Nessun attimo di apertura mentale
Attimi inutili
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