Rinaldi Maurizio - Concorso Lagunando

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Rinaldi Maurizio

Nato a Bevilacqua(VR) il 28.09.1940
Diplomato ragioniere nel 1960 ha sempre lavorato nel settore amministrativo degli ospedali di Legnago, Monselice, Lendinara, Badia Polesine e Trecenta. Pensionato nel 1999 ha conseguito il premio “Donadoni”(Bovolone 2012) e il premio “Tosi” (Legnago 2013).

 AMORE



“M’hai concepito, mamma, ti ringrazio!
Quanto benigna e dolce la tua mano,
che amabilmente già mi va sfiorando!
Avverto nei benevoli sospiri,
misto di gioia, un sentimento d’ansia
pel mio futuro, ma ti fo coraggio.
Stai per darmi la vita, eppure, adulto,
è vero, mamma, ti dovrò lasciare?”
“Solo di fatto, e l’alma tua gentile
meco per sempre la vorrà il destino.”
“Felice dunque nascerò! Dì al nonno
che attenda un poco, prima d’andar via!
Più non soffrire! Ch’io t’amerò sempre,
nello stringere forte i denti, pensa!

Ah! In questo mondo, quanta luce!… E quanta
sul viso tuo che di piacere piange!
Parla! Ch’io possa sentire il tuo amore!
E la penna dorata del tuo cuore
inizi il diario della vita mia!”

AUTUNNO DI LEGNAGO




Sempre più tarde, sempre più restìe
a illuminare l’Adige le aurore!
E dagli argini, gli ultimi tepori
invocano le foglie raggrinzite
del sambuco, del salice e del moro,
laddove insiste un’ala di foschia.

Nella piazza, il discorso della gente
rivela già lontana ormai l’estate,
ed un antico suono di zampogne,
lungo lungo, si perde per la via.

Il parco, per le coppie, serba ancora,
tra le foglie cadute, i suoi sentieri;
ove dolci “per sempre”, sussurrati,
coglie la nebbia e seco porta via.

Sola, recando i mali di stagione,
una vecchia trascina il faticoso
passo alla chiesa dell’Assunta ed entra;
indi, si prona lenta ed a una prece
l’affanno suo consegna, mesta e pia.
PER CARITÀ,  MAMMA,  NON FARLO!



Per carità, mamma, non farlo!
Non gettarmi nel cassonetto!
Disperata tu sei, ma sai pensare,
e sa sentire la coscienza tua.
Disperata un istante, stai temendo
per un futuro privo di denaro.
Avverto ancora in te un amore immenso,
come sarà il tuo pentimento, mamma!

Lasciami vivere, non farlo!
L’inestimabile miracolo
dell’esistenza, no, non va distrutto!
Nato nel ventre tuo, io sono te!
Aperto al mondo ho i miei occhietti ora,
guardami un poco e non mi getterai.
Buona e fidata, non sei così vile

da approfittare ch’io non ho difesa.
Quando, adulto, sarò il conforto tuo,
ricorderai l’orribile momento,
e d’abbracciarmi tu sarai felice.

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