Sergio Saracchini - Concorso Lagunando

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Sergio Saracchini

La poesia è un modo per esprimere emozioni e sentimanti, questo conduce a tradurre in versi stati d’animo che nascono da esperienze
di vita, luoghi e situazioni di natura diversa.
La partecipazione a concorsi ha visto il riconoscimento di alcune liriche.

PIOGGIA

T’ho udita nel dormiveglia

incessantemente battere

sul mio sogno autunnale

bagnato s’imbeve di te

placando il desiderio ardente

d’esser purificato nell’anima

di questo corpo come tronco

assorbendoti dai piedi

radici ancorate alla terra.

Nelle tue gocce dissolvo

suoni di odiate voci

che io possa ritrovar pace

nel tuo scivolare

su fiori, foglie, boschi

sulle fronde d’un salice

le cui lacrime si fondono

in un piangente abbraccio

con le tue, nude e divine.

Vieni a me

dove perdermi nel ritmo

dell’odore che emanano

le fibre della natura

baciate dalla lenta delizia

che avvolge la tua caduta.

Nel suono voglio amarti

carica di silente pace

portatrice di spiritualità

a lenire l’anima mia

con il respiro di un Dio

che sento nascere in petto.

 ALBA

Svegliano nel silenzio

i passi lenti dell’alba

che dolcemente avanzano

calpestando senza dolore

il sonno di tetti e camini.

Dalla strada i primi rumori

composti dal lamento

di una città sommersa

da cigolanti sbadigli

di finestre e porte.

Voci ancora assonnate

sfumano nelle tazze

d’aromatico profumo

di un invadente caffè

che suona caldo nel respiro.

Il treno della notte

oramai deragliato

muore inghiottito

in una galleria

di luminoso splendore.

UNA POESIA COME UNA PREGHIERA

Sento la poesia comporsi

come preghiera ad un Dio

in quei luoghi e momenti

dove il canto stanco

di un’umanità perseguitata

senza distinzione di razza

cerca sopravvivenza.

E vorrei avere

la mano di un angelo

per saper scrivere versi

con l’inchiostro caldo

dell’indelebile spiritualità

con i caratteri della fede

su un foglio macchiato

da lacrime di dolore

di chi è vittima del male.

Una poesia come preghiera

per un corpo martoriato

per un’anima ferita

per recitare nella notte

sotto la luce del divino amore

l’eco del Signore.

 NOTTE

Notte magnifica notte

bagnata dal miele

sgorgato dal grembo

di luna gravida

avvolgi il palpitare

del luccichio di stelle

nel rumore del mistero

e le pieghe del fascino

portami un po’ di pace

ad accompagnare i sogni

e di frescura accarezzami

finché sarò tra le tue braccia

e quando mattino sarà

mi desterà il pensiero malinconico

d’averti persa tra i rumori assordanti

e la confusione del giorno

ma tornerò nel piacevole tormento

di quella perdizione ch’emani

poche ore mi separano da te

per cadere nell’abbandono

quale bramosia risvegli

dove tutto è possibile

dove tutto e nascosto

nel tuo ventre d’emozioni.

 VOGLIA DI LEGGEREZZA

Che io ne abbia bisogno

non nego il desiderio

come ali di farfalla

parole leggere posino

su labbra stanche

batte il cuore

pesante sull’anima

come pietra arida

nel petto secco di un fiume

attendo gocce di pioggia

a riempire i crateri

divenuti tombe

per perse emozioni

e vorrei sentirmi erba

solleticata dal vento

pronta a divenire

mare aperto di papaveri

dove una vela di pensieri

si lascia andare alla deriva.

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