Serra Diego - Concorso Lagunando

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Serra Diego

Nato  a  Venezia  Mestre  il  12/05/1974,  si allontana per lavoro da Venezia per andare nel 1996 a lavorare e vivere in provincia di Udine. Sempre  attratto  dalle vicende e dai sentimenti umani e dalla potente bellezza della natura  e delle opere dell’uomo - di cui maestre  sono state  Venezia,  la sua  laguna  e le sue isole  “in primis” e le vette delle alpi carniche  e giulie  poi,  si diletta  in  modo  amatoriale alla composizione di versi.
DOMENICA DELLE PALME




Procede a passo lento la mesta processione,
è il giorno dell’oblio, della crocifissione.
Nell’aria si respira frizzante primavera,
giornata di passione e tiepida atmosfera.
Felicità sommessa nei cuori e nella mente,
sguardi che san d’attesa nei volti della gente.
LIBERTA’




Vorrei vederti sempre
vestita sol di sole,
librare in fiero volo,
lontana dal rumore.
Scrutare lì, dall’alto,
senza provar rancore
nelle miserie umane,
insensibili al dolore.
Svettare poi, d’un tratto,
vedere fino a dove,
nel cielo un po’ distratto,
un Dio ancora ti vuole.
Ma un’anima irrequieta
fatta di vento e vetro,
sensibile anche al nulla,
non può diventar pietra.
Saresti però libera
di metter su due stracci,
buttarti giù in picchiata,
trovare le parole,
gettarle su di un foglio
… foss’anche neve al sole.
 UN’ALTRA RAGIONE



Non c’è più motivo di farci la guerra,
ho deposto la mia ascia sotto metri di terra.
Non c’è più motivo per farci del male,
la rabbia ormai giace negli abissi del mare.
Non c’è più motivo di finger passione,
puoi chiamarla, se vuoi, col suo vero nome.
Non c’è più motivo per non esser leali,
nostro figlio ormai è grande, ha già messo le ali.
Non c’è più motivo di star nel ciglio del letto,
la distanza ormai è tale da assicurarci il rispetto.
Non c’è più motivo di provar compassione,
ormai il cuore è forgiato dalla delusione.
Non c’è più motivo di ricucir le ferite,
ormai il nostro odio le ha troppo ingrandite.
Resta solo un motivo… pensar che non è tardi
per lasciarci le mani e cambiar direzione
poi guardarci negli occhi, abbassando gli sguardi,
per capir che è finita, non c’è altra ragione.

VANA GLORIA




Lascia i colpi che è già tardi!
Fai sparare tutti gli altri.
Tieni buone due cartucce
per un po’ di scaramucce
e non temere, batti forte!
Sbatti in faccia un po’ di porte!
Non lasciar del tuo destino
a nessuno far bottino!
Sù! Coraggio! Barra a dritta!
Non temere la sconfitta!
Non temere, avanti tutta!
Perché il vero vincitore
è chi impara dall’errore.
tanto sai che la vittoria
oggi è solo vana gloria,
di chi ha fatto dell’onore
una merce e non valore.
LA LEGGENDA DEL MONTE





Li ho sentiti andar di corsa,
con negli occhi lo stupore,
con il cuore in una morsa
spergiurar senza pudore
raccontando a perdi fiato,
tra l’acciotolar  dei sassi
nel sentiero frastagliato
percorrendo i loro passi:

“Sì, l’ho vista in mezzo al mare,
stava lì, con altre stelle,
una perla lagunare
a orizzonte tra aria e terra!

Se la cerchi disperato
sali sù, per quel cammino,
oggi Iddio ci ha regalato
una giornata tersa e pura,
poi dall’alto delle Giulie,
sulla cima del Canino,
guarda giù senza paura!

Quindi prova… chiudi gli occhi,
cerca sol di ricordare,
sentirai come i rintocchi
di San Marco accompagnare
quelle corse di bambini

nelle calli al desinare
tra dei ponti e dei gradini
che conducono a un altare.

Adesso aspetta, fa un respiro,
ascolta il vento… guarda indietro,
senti il soffio nella canna
dei creator di vita in vetro?

Ma se hai ancora nostalgia
basta prender su due sassi,
lanciar forte ai quattro venti
come al Lido fra i Murazzi
sulle onde dei ricordi,
li vedrai 'sì rimbalzare
poi sparire luccicanti:
sposalizio con il mare.

Non temer or’ riapri gli occhi,
certo, sì, la puoi guardare,
Serenissima Signora
non paese dei balocchi,
non tradisce chi sa amare,
anche il figlio poco illustre
con gran debito natìo,
sempre grato ai suoi natali,
che perciò, ringrazia Dio!”
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