Liliana Paisa - Concorso Lagunando

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Liliana Paisa

LAGUNANDO 2020 > selezionati 2020
Infermiera professionale ho partecipato a diversi concorsi:
1° Posto “Autore dell’anno” 2017-Torino. 1° Posto NAOSARTECULTURA con la silloge “Movimenti sottili” 2019.
1° Posto PROFUMI DI POESIA con la silloge “Fuori dall’insonnia”.
Libri: “I pensieri bianchi” e “Briciole di respiro” e antologie con: MONTEDIT, DANTEBUS, ALETTI EDITORE.
LEGGERE LAGUNE
POESIE
IL TEMPO



Il tempo ha lo sguardo di chi inganna nel sonno,
di chi lascia gli inverni sulla pelle.
Sa rubare i ricordi dalla credenza
e mettere la polvere sul vuoto lasciato.
Spegne il fuoco nei camini prima delle albe
e nasconde la cenere.
Lui non ha parole, né gesti.
Ha solo i corpi senza memoria,
afflitti dalle attese, nell’insonnia comune.

CADERE


Cadono le mura delle città,
il cielo nella tazza di latte.
Una casa dentro altra casa.
Cadono gli innocenti
della storia cucita male.
Un popolo si sveglia in un altro popolo.
La croce si sgretola nelle leggi
di un Sinai dimenticato.
Tutti cadono nei tutti.
L’uomo nuovo non ha memoria, né  gesti.
Sta sotto la pioggia e aspetta un’altra storia.

 I FANTASMI DEI PENSIERI


Non trovo più i pensieri al risveglio.
Giro il cuscino. Esso perde i sensi.
Forse i miei pensieri sono dei fantasmi
che dormono nelle piume.
Di notte vanno su e giù nella mia testa,
si mettono di traverso, urlano, danzano.
Battono i tamburi sulle tempie.
Forse loro lasciano la rugiada sulle palpebre.
LO SPARTITO



Si sente la musica nelle ossa a quell’ora,
quando la campana fa stare zitto il cielo.
Si sente la musica dentro le mani fredde
rimaste incrociate sul cuore.
Il suono trasuda nel midollo,
passa tra le pareti, inganna.
La luna fa cerchi nel canto dei respiri,
sullo spartito di un corpo.
Esso non smette di suonare i suoi violini.

IL CIELO IN TESTA


Oggi è caduto il cielo in testa alla gente.
Nessuno ha fatto caso.
Camminavano con la pioggia sotto la pelle
e pensavano ad un errore genetico.
Dormivano con le ferite della Via Lattea sul tetto
e pensavano alla sindrome dell’abbandono.
E’ caduto il cielo in testa alla gente
e si è pensato che fosse la solitudine.

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